Udienza generale 5 marzo 2018

papa francesco udienza generaleL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo. I fedeli e i pellegrini che non hanno potuto trovare posto nell’Aula Paolo VI hanno seguito l’Udienza dalla Basilica dove il Papa si è recato, al termine dell’Udienza, per salutare i presenti.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando la catechesi sulla Santa Messa, ha incentrato la sua meditazione sulla Liturgia Eucaristica: II Preghiera Eucaristica. (cfr 1 Corinzi 11, 23-25).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per l’iniziativa “24 ore per il Signore” e per i Giochi Paralimpici Invernali di PyeongChang.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo le catechesi sulla Santa Messa e con questa catechesi ci soffermiamo sulla Preghiera eucaristica. Concluso il rito della presentazione del pane e del vino, ha inizio la Preghiera eucaristica, che qualifica la celebrazione della Messa e ne costituisce il momento centrale, ordinato alla santa Comunione. Corrisponde a quanto Gesù stesso fece, a tavola con gli Apostoli nell’Ultima Cena, allorché «rese grazie» sul pane e poi sul calice del vino (cfr Mt 26,27; Mc 14,23; Lc, 22,17.19; 1 Cor 11,24): il suo ringraziamento rivive in ogni nostra Eucaristia, associandoci al suo sacrificio di salvezza.

E in questa solenne Preghiera – la Preghiera eucaristica è solenne - la Chiesa esprime ciò che essa compie quando celebra l’Eucaristia e il motivo per cui la celebra, ossia fare comunione con Cristo realmente presente nel pane e nel vino consacrati. Dopo aver invitato il popolo a innalzare i cuori al Signore e a rendergli grazie, il sacerdote pronuncia la Preghiera ad alta voce, a nome di tutti i presenti, rivolgendosi al Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo. «Il significato di questa Preghiera è che tutta l’assemblea dei fedeli si unisca con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e nell’offrire il sacrificio» (Ordinamento Generale del Messale Romano, 78). E per unirsi deve capire. Per questo, la Chiesa ha voluto celebrare la Messa nella lingua che la gente capisce, affinché ciascuno possa unirsi a questa lode e a questa grande preghiera con il sacerdote. In verità, «il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1367).

Nel Messale vi sono varie formule di Preghiera eucaristica, tutte costituite da elementi caratteristici, che vorrei ora ricordare (cfr OGMR, 79; CCC, 1352-1354). Sono bellissime tutte. Anzitutto vi è il Prefazio, che è un’azione di grazie per i doni di Dio, in particolare per l’invio del suo Figlio come Salvatore. Il Prefazio si conclude con l’acclamazione del «Santo», normalmente cantata. È bello cantare il “Santo”: “Santo, Santo, Santo il Signore”. È bello cantarlo. Tutta l’assemblea unisce la propria voce a quella degli Angeli e dei Santi per lodare e glorificare Dio.

Vi è poi l’invocazione dello Spirito affinché con la sua potenza consacri il pane e il vino. Invochiamo lo Spirito perché venga e nel pane e nel vino ci sia Gesù. L’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle stesse parole di Cristo proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte (cfr CCC, 1375). Gesù in questo è stato chiarissimo. Abbiamo sentito come San Paolo all’inizio racconta le parole di Gesù: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. “Questo è il mio sangue, questo è il mio corpo”. È Gesù stesso che ha detto questo. Noi non dobbiamo fare pensieri strani: “Ma, come mai una cosa che …”. È il corpo di Gesù; è finita lì! La fede: ci viene in aiuto la fede; con un atto di fede crediamo che è il corpo e il sangue di Gesù. E’ il «mistero della fede», come noi diciamo dopo la consacrazione. Il sacerdote dice: “Mistero della fede” e noi rispondiamo con un’acclamazione. Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del Signore, nell’attesa del suo ritorno glorioso, la Chiesa offre al Padre il sacrificio che riconcilia cielo e terra: offre il sacrificio pasquale di Cristo offrendosi con Lui e chiedendo, in virtù dello Spirito Santo, di diventare «in Cristo un solo corpo e un solo spirito» (Pregh. euc. III; cfr Sacrosanctum Concilium, 48; OGMR, 79f). La Chiesa vuole unirci a Cristo e diventare con il Signore un solo corpo e un solo spirito. E’ questa la grazia e il frutto della Comunione sacramentale: ci nutriamo del Corpo di Cristo per diventare, noi che ne mangiamo, il suo Corpo vivente oggi nel mondo.

Mistero di comunione è questo, la Chiesa si unisce all’offerta di Cristo e alla sua intercessione e in questa luce, «nelle catacombe la Chiesa è spesso raffigurata come una donna in preghiera con le braccia spalancate, in atteggiamento di orante come Cristo ha steso le braccia sulla croce, così per mezzo di Lui, con Lui e in Lui, essa si offre e intercede per tutti gli uomini» (CCC, 1368). La Chiesa che ora, che prega. È bello pensare che la Chiesa ora, prega. C’è un passo nel Libro degli Atti degli Apostoli; quando Pietro era in carcere, la comunità cristiana dice: “Orava incessantemente per Lui”. La Chiesa che ora, la Chiesa orante. E quando noi andiamo a Messa è per fare questo: fare Chiesa orante.

La Preghiera eucaristica chiede a Dio di raccogliere tutti i suoi figli nella perfezione dell’amore, in unione con il Papa e il Vescovo, menzionati per nome, segno che celebriamo in comunione con la Chiesa universale e con la Chiesa particolare. La supplica, come l’offerta, è presentata a Dio per tutti i membri della Chiesa, vivi e defunti, in attesa della beata speranza di condividere l’eredità eterna del cielo, con la Vergine Maria (cfr CCC, 1369-1371). Nessuno e niente è dimenticato nella Preghiera eucaristica, ma ogni cosa è ricondotta a Dio, come ricorda la dossologia che la conclude. Nessuno è dimenticato. E se io ho qualche persona, parenti, amici, che sono nel bisogno o sono passati da questo mondo all’altro, posso nominarli in quel momento, interiormente e in silenzio o fare scrivere che il nome sia detto. “Padre, quanto devo pagare perché il mio nome venga detto lì?”- “Niente”. Capito questo? Niente! La Messa non si paga. La Messa è il sacrificio di Cristo, che è gratuito. La redenzione è gratuita. Se tu vuoi fare un’offerta falla, ma non si paga. Questo è importante capirlo.

Questa formula codificata di preghiera, forse possiamo sentirla un po’ lontana – è vero, è una formula antica - ma, se ne comprendiamo bene il significato, allora sicuramente parteciperemo meglio. Essa infatti esprime tutto ciò che compiamo nella celebrazione eucaristica; e inoltre ci insegna a coltivare tre atteggiamenti che non dovrebbero mai mancare nei discepoli di Gesù. I tre atteggiamenti: primo, imparare a “rendere grazie, sempre e in ogni luogo”, e non solo in certe occasioni, quando tutto va bene; secondo, fare della nostra vita un dono d’amore, libero e gratuito; terzo, costruire la concreta comunione, nella Chiesa e con tutti. Dunque, questa Preghiera centrale della Messa ci educa, a poco a poco, a fare di tutta la nostra vita una “eucaristia”, cioè un’azione di grazie.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, après le rite de la présentation du pain et du vin, la Prière eucharistique, moment central de la célébration de la Messe, nous associe à l’action de grâce et au sacrifice de salut de Jésus lui-même. Car «le sacrifice du Christ et le sacrifice de l’Eucharistie sont un unique sacrifice». Ainsi, la préface est une action de grâce pour les dons de Dieu, et en particulier pour l’envoi de son Fils comme Sauveur. Puis, l’invocation de l’Esprit pour qu’il consacre par sa puissance le pain et le vin, et l’efficacité des paroles mêmes du Christ prononcées par le prêtre, rendent réellement présents son Corps et son Sang, son sacrifice offert sur la croix une fois pour toutes. L’Église offre ainsi au Père le sacrifice qui réconcilie le ciel et la terre, le sacrifice pascal du Christ, en s’unissant à son offrande et à son intercession, pour devenir son corps vivant aujourd’hui dans le monde. En communion avec l’Église universelle et l’Église particulière, la Prière eucharistique demande à Dieu de rassembler tous ses enfants dans la perfection de l’amour, n’oubliant rien ni personne, et ramenant toutes choses à Dieu. Bien comprise, elle nous apprend ainsi à «rendre grâce toujours et en tous lieux», à faire de notre vie un don d’amour, libre et gratuit, et à construire la communion concrète, dans l’Église et avec tous.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini provenienti dalla Francia, dal Belgio e dai vari paesi francofoni, in particolare i giovani del Collegio Cattolico Stanislas di Parigi. Possa il Signore aiutarvi a comprendere il significato della Preghiera eucaristica, per capire, a poco a poco, come poter rendere tutta la nostra vita una "Eucaristia". Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins venus de France, de Belgique et de divers pays francophones, en particulier les jeunes du Collège catholique Stanislas de Paris. Que le Seigneur nous aide à bien comprendre le sens de la Prière eucharistique, pour nous apprendre, peu à peu, à faire de toute notre vie une "eucharistie". Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear brothers and sisters: In our catechesis on the Mass, we now turn to the Eucharistic Prayer, in which, following the Lord’s command, we repeat his words and actions at the Last Supper. In offering the bread and wine which become his body and blood, we unite ourselves to his sacrifice of reconciliation on the cross. The Eucharistic Prayer begins with the Preface, which invites us to lift up our hearts in thanksgiving for God’s blessings. The celebrant then calls down the Holy Spirit upon our offerings, and, by the words of consecration, Christ becomes truly present in the sacrament of his body and blood. As the memorial of the mystery of the Lord’s death and resurrection, the Eucharistic prayer asks that we may be drawn, in the Holy Spirit, into communion with one another in the mystical Body of Christ, and united to the Son in his eternal sacrifice of praise and intercession before the Father. At every Mass, may we enter more fully into this “mystery of faith”, which brings the forgiveness of sin, builds up the Church in unity and prays for the reconciliation and peace of our entire human family.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Lituania, Vietnam e Stati Uniti d’America. Con fervidi auguri, affiché questa Quaresima sia per voi e per le vostre famiglie un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale, invoco su voi tutti la gioia e la pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Lithuania, Vietnam and the United States of America. With prayerful good wishes that this Lent will be a time of grace and spiritual renewal for you and your families, I invoke upon all of you joy and peace in our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir über das Eucharistische Hochgebet sprechen. Es bildet die Mitte und den Höhepunkt der heiligen Messe und entspricht dem, was Jesus selbst beim Letzten Abendmahl tat, als er über Brot und Wein den Lobpreis sprach. In diesem Gebet bringt die Kirche zum Ausdruck, was sie in der Eucharistie vollzieht und was der Grund dieser Feier ist, nämlich die Gemeinschaft mit dem Herrn, der unter den Gestalten von Brot und Wein wirklich gegenwärtig wird. Das Eucharistische Hochgebet beinhaltet die Danksagung, die besonders in der Präfation ihren Ausdruck findet, die Akklamation im Gesang des Sanctus und die Epiklese, die Herabrufung des Heiligen Geistes. Sein Walten und die Worte Christi, die der Priester spricht, bewirken die Verwandlung des Brotes und des Weines in den Leib und das Blut Christi und machen sein Kreuzesopfer gegenwärtig. Es ist ein Geheimnis des Glaubens, die Feier des Gedächtnisses des Todes und der Auferstehung Christi in der Erwartung seiner Wiederkunft. Durch die Speise seines Leibes werden wir als Kirche in seinen lebendigen Leib heute verwandelt. Die Vereinigung mit dem Opfer Christi ist ebenso Geheimnis der Gemeinschaft, sichtbar in der Fürbitte der Gemeinde für die Kirche und die Welt. Nichts und niemand bleibt im Eucharistischen Hochgebet vergessen, sondern alles wird Gott dargebracht.

Santo Padre:

Con affetto saluto i pellegrini di lingua tedesca, in particolare la delegazione dei giudici e procuratori superiori della Germania. La celebrazione eucaristica ci unisce nel sacrificio di Cristo e nella comunione con lui e tra di noi. La partecipazione alla Messa ci aiuti a fare di tutta la nostra vita una “eucaristia”. Il Signore vi benedica e custodisca sempre.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache, insbesondere die Delegation von Richtern und Staatsanwälten aus Deutschland. Die Feier der Eucharistie vereinigt uns im Opfer Christi und in der Gemeinschaft mit ihm und untereinander. Die Teilnahme an der heiligen Messe helfe uns, unser ganzes Leben zu einer „Eucharistie“ werden zu lassen. Der Herr segne und behüte euch allezeit.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Reflexionamos hoy sobre la Plegaria eucarística, oración de acción de gracias y de consagración, que constituye el momento central de la celebración de la Misa. Corresponde a cuanto el Señor mismo realizó en la Ultima Cena, cuando instituyó el sacrificio y convite pascual, por medio del cual el sacrificio de la cruz se hace continuamente presente en la Iglesia.

En esta solemne Plegaria, la Iglesia expresa lo que cumple cuando celebra la Eucaristía, es decir, que todos los fieles se unan con Cristo en el reconocimiento de las grandezas de Dios y en la ofrenda del sacrificio.

En el Misal hay varias fórmulas de Plegaria eucarística, configuradas por diversos elementos característicos: El Prefacio, acción de gracias por los dones de Dios, especialmente por habernos enviado a su Hijo como Salvador, y que se concluye con la aclamación del «Santo». Sigue la Epíclesis, o invocación del Espíritu Santo, que con su acción y la eficacia de las palabras de Cristo, pronunciadas por el sacerdote, hacen realmente presente, bajo las especies del pan y del vino, su Cuerpo y su Sangre, Sacramento de nuestra fe. Se continúa pidiendo a Dios que congregue a todos sus hijos en la perfección del amor, en comunión con toda la Iglesia. Y en la súplica se ruega por todos, vivos y difuntos, en espera de participar en la herencia eterna, junto con la Virgen y todos los santos. En esta Plegaria nadie ni nada se olvida, sino que todo viene reconducido a Dios en Cristo, como proclama la Doxología que la concluye.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los provenientes de España y Latinoamérica. Que el Señor nos conceda hacer de nuestra vida una «eucaristía», que sea acción de gracias, don de amor y de comunión. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Na Santa Missa, concluído o rito da apresentação do pão e do vinho, tem início a chamada Oração Eucarística. Corresponde à ação de Jesus na Última Ceia, quando se diz que Ele «deu graças» sobre o pão e, depois, sobre o vinho: o seu agradecimento revive em cada uma das nossas Eucaristias, associando-nos ao seu sacrifício de salvação. Por isso, o sacerdote começa por convidar o povo a levantar os seus corações para o Senhor e a dar-Lhe graças, dirigindo-se ao Pai por meio de Jesus Cristo no Espírito Santo. Na Oração Eucarística, temos, em primeiro lugar, o Prefácio, que é uma ação de graças pelos dons de Deus, especialmente pelo envio do seu Filho como Salvador, concluindo com a aclamação «Santo, Santo, Santo». Vem depois a invocação do Espírito Santo, chamada «epiclese», para que consagre, com o seu poder, o pão e o vinho: na verdade, a ação do Espírito Santo e a eficácia das próprias palavras de Jesus proferidas pelo sacerdote tornam realmente presente, sob as espécies do pão e do vinho, o Corpo e o Sangue de Cristo, o seu sacrifício oferecido na cruz uma vez por todas. É o «mistério da fé» que toda a assembleia aclama e, pela voz do celebrante, oferece ao Pai como sacrifício de reconciliação pedindo para se tornar, pelo Espírito Santo, um só corpo e um só espírito. A Oração Eucarística pede a Deus que congregue todos os seus filhos. Ninguém fica esquecido – vivos ou defuntos –, mas tudo é reconduzido ao Pai «por Cristo, com Cristo e em Cristo, na unidade do Espírito Santo», tornando-se a vida de cada qual um hino de ação de graças entoado em honra e glória da Santíssima Trindade. E assim, pouco a pouco, esta Oração central da Missa vai-nos educando para fazermos de toda a nossa vida uma ação de graças, uma «eucaristia».

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese e in particolare voi giovani di Castro Marim, benvenuti! Di cuore saluto tutti e affido al buon Dio la vostra vita e quella dei vostri familiari, invocando per tutti le consolazioni e le luci dello Spirito Santo affinché, vinti i pessimismi e le delusioni della vita, possiate attraversare la soglia della speranza che abbiamo nel Cristo risorto. Conto sulle vostre preghiere. Grazie!

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa e em particular os jovens de Castro Marim, sede bem-vindos! De coração saúdo a todos e confio ao bom Deus a vossa vida e a dos vossos familiares, invocando para todos as consolações e luzes do Espírito Santo, a fim de que, vencidos pessimismos e desilusões da vida, possais cruzar o limiar da esperança que temos em Cristo ressuscitado. Conto com as vossas orações. Obrigado!

In lingua araba

Speaker:

أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، نتوقّف في تعليم اليّوم عند الصّلاة الإفخارستيّة التي تميّز الإحتفال بالقدّاس، وتشكّل محورَه الموجّه نحو المناولة المقدّسة. عند احتفالها بذكرى موت وقيامة الرّبّ من بين الأموات، بانتظار عودته المجيدة، تقدّم الكنيسة للآب الذّبيحة التي تُصالح السّماء والأرض: تقدّم ذبيحة المسيح الفصحيّة، مقدّمة نفسها معه، وتطلب بقوّة الرّوح القدس أن تصبح "في المسيح جسداً واحداً وروحاً واحداً". هذه هي نعمة وثمرة المناولة الأسراريّة: نتغذّى من جسد المسيح كي نصبح، نحن الذين نأكل منه، جسده الحيّ اليوم في العالم. تطلب الصّلاة الإفخارستيّة من الله أن يجمع كلّ أبنائه في كمال المحبّة، متّحدين مع البابا والأساقفة، الذين يُذكرون بأسمائهم، كعلامة على أنّنا نحتفل بشركةٍ مع الكنيسة الجّامعة ومع الكنيسة الخاصّة. وهذا التّضرُّع، يُرفَع إلى الله من أجل أعضاء الكنيسة كافّة، الأحياء منهم والأموات، بانتظار رجاء مقاسمة الميراث الأبديّ في السّماوات، مع العذراء مريم والقدّيسين. وبالتالي الصّلاة الإفخارستيّة لا تغفل عن ذكر أحد أو أيّ شيء، إذ إنّ الله يكون مرجع الكلّ، كما يذكّر التّسبيح الذي يختتمها. أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، قد نشعر أنَّ هذه الصيغة الرمزيّة للصّلاة، بعيدةً عنّا بعض الشّيء، لكن إن فهمنا معناها جيّداً، نشارك فيها بطريقة أفضل. فهي تعبّر عن كلّ ما نقوم به في الإحتفال الإفخارستيّ؛ وتعلّمنا شيئا فشيئاً أن نجعل من حياتنا كلّها "إفخارستيّا".

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, vi invito a coltivare nella quotidianità della vostra vita gli atteggiamenti dei discepoli di Cristo, facendo della vostra vita un dono d’amore, libero e gratuito e costruendo la concreta comunione, nella Chiesa e con tutti. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللّغةِ العربيّة، وخاصّةً بالقادمينَ من الشّرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، أدعوكم لتُعزِّزوا في حياتكم اليوميّة مواقف تلاميذ المسيح إذ تجعلون من حياتكم هبةَ محبّة حرّةٍ ومجانيّة وتبنون الشّركة الملموسة في الكنيسة ومع الجّميع. ليُباركْكُم الربّ!

In lingua polacca

Speaker:

W dzisiejszej katechezie Ojciec Święty podjął refleksję nad Modlitwą Eucharystyczną. Wyraża ona to, co uczynił sam Jezus podczas Ostatniej Wieczerzy, i co uobecnia się w Kościele podczas sprawowania Eucharystii. Zaprosiwszy lud, by wzniósł serca do Pana i składał Mu dzięki, kapłan głośno wypowiada modlitwę w imieniu wszystkich obecnych, zwracając się do Ojca, przez Jezusa Chrystusa, w Duchu Świętym. „Znaczenie tej modlitwy polega na tym, aby całe zgromadzenie wiernych zjednoczyło się z Chrystusem w głoszeniu wielkich dzieł Bożych i w składaniu Ofiary” (Ogólne Wprowadzenie do Mszału Rzymskiego, 78). Działanie Ducha Świętego oraz skuteczność słów Chrystusa wypowiadanych przez kapłana sprawiają realną obecność Jego Ciała i Jego Krwi pod postaciami chleba i wina, oraz Jego ofiary raz na zawsze złożonej na krzyżu. (por. Katechizm Kościoła Katolickiego, 1375). Sprawując pamiątkę śmierci i zmartwychwstania Pana, w oczekiwaniu na Jego chwalebny powrót, Kościół składa Bogu paschalną ofiarę Chrystusa. Modlitwa eucharystyczna jest też prośbą do Boga, aby zgromadził wszystkie swoje dzieci w doskonałej miłości. Uczy nas ona pielęgnowania trzech postaw: składania Bogu dziękczynienia „zawsze i wszędzie”, czynienia z naszego życia bezinteresownego daru miłości oraz budowania komunii w Kościele i ze wszystkimi ludźmi.

Santo Padre:

Do un cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi, in particolare ai giovani volontari della “Caritas Polonia” con i loro coetanei provenienti dalla Siria. Cari fratelli e sorelle, il tempo quaresimale ci avvicina in modo particolare al mistero del sacrificio salvifico di Cristo che, compiuto una sola volta nella storia, si fa presente in ogni Eucaristia che celebriamo. Ringraziamo il Signore per il dono del suo amore e cerchiamo di condividerlo, facendo della nostra vita un dono libero e gratuito a Dio e ai fratelli. Vi benedico di cuore!

Speaker:

Serdecznie witam polskich pielgrzymów, a szczególnie młodych wolontariuszy „Caritas Polska” z ich rówieśnikami z Syrii. Drodzy bracia i siostry, wielkopostny czas w sposób szczególny zbliża nas do tajemnicy zbawczej ofiary Chrystusa. Dokonała się ona raz jeden w historii, ale uobecnia się w każdej Eucharystii, którą sprawujemy. Dziękujmy Panu za dar Jego miłości i starajmy się uczestniczyć w nim, czyniąc z naszego życia wolny i bezinteresowny dar dla Boga i dla braci. Z serca wam błogosławię!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. A questo punto ho un dubbio: non so quali siano più rumorosi: gli italiani? I portoghesi? I brasiliani? O gli americani di lingua spagnola? Grazie per il vostro rumore!

Sono lieto di accogliere i Sacerdoti docenti di “Teologia della Missione”; le Piccole Suore della Divina Provvidenza; le Suore Francescane dei Sacri Cuori e il gruppo del Movimento dei Focolari.

Saluto i gruppi parrocchiali; la delegazione della “Fiaccola Benedettina”, accompagnata dall’Arcivescovo, Mons. Renato Boccardo; i ragazzi ospiti nel Centro di Accoglienza de L’Aquila; il Gruppo Gariwo “La Foresta dei Giusti” di Milano; l’Associazione Sesta Opera San Fedele di Milano; il Centro Regina Pacis di Quarto; il Gruppo “Accanto a chi è nel Bisogno” di San Giorgio nel Sannio e gli Istituti scolastici, in particolare il “Campolieti” di Termoli e il “Maria Ausiliatrice” di Canove di Roana.

Un pensiero speciale rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli. Cari fratelli, in questo tempo penitenziale, il Signore vi indica il cammino di speranza da seguire. Lo Spirito Santo vi guidi a compiere una vera conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, per essere purificati dal peccato e per servire Cristo presente nei fratelli, secondo le capacità e i ruoli propri di ciascuno. Grazie.

Appelli del Santo Padre

Appello per le “24 Ore per il Signore”

Venerdì prossimo, nella Basilica di San Pietro, celebrerò la liturgia penitenziale per la tradizionale 24 Ore per il Signore.

Mi auguro che le nostre chiese possano rimanere aperte a lungo per accogliere quanti vorranno prepararsi alla Santa Pasqua, celebrando il sacramento della Riconciliazione, e sperimentare in questo modo la misericordia di Dio.

Appello per i Giochi Paralimpici Invernali di PyeongChang

Tra due giorni si apriranno i Giochi Paralimpici Invernali nella città di PyeongChang, in Corea del Sud, che ha ospitato recentemente le Olimpiadi. Queste hanno mostrato come lo sport può tendere ponti tra paesi in conflitto e dare un valido contributo a prospettive di pace tra i popoli. I Giochi Paralimpici, ancora di più, attestano che attraverso lo sport si possono superare le proprie disabilità. Gli atleti e le atlete paralimpici sono per tutti esempio di coraggio, di costanza, di tenacia nel non lasciarsi vincere dai limiti. Lo sport appare così una grande scuola di inclusione, ma anche di ispirazione per la propria vita e di impegno a trasformare la società.

Rivolgo il mio saluto al Comitato Paralimpico Internazionale, agli atleti e alle atlete, alle Autorità e al popolo coreano. Assicuro la mia preghiera perché questo evento possa favorire giorni di pace e di gioia per tutti.

Saluto ai fedeli presenti nella Basilica di San Pietro

Buongiorno a tutti voi! Oggi si pensava ci fosse la pioggia, ma chi capisce Roma? Il clima di Roma è così, e per questo l’abbiamo fatta qui e non in piazza… Grazie della vostra pazienza e delle vostre preghiere. Perché io so che voi pregate per me! E’ vero questo? No? Non è vero? E’ vero! Continuate a pregare per me.

Adesso, prima di salutarvi, vi darò la benedizione, per voi, per le vostre famiglie, per tutte le cose che avete nel cuore. Ma prima preghiamo la Madonna tutti insieme.

“Ave Maria” e benedizione

E pregate per me, non dimenticatevi!

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 7 marzo 2018


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