Udienza generale 30 settembre 2020

post udienza generaleL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.05 nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sul tema: “Guarire il mondo”, ha incentrato la sua meditazione sull’argomento “Preparare il futuro insieme a Gesù che salva e guarisce” (Lettura: Eb 12,1-2).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha annunciato la Lettera apostolica Sacrae Scripturae affectus nella ricorrenza odierna del 16.mo centenario della morte di San Girolamo.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nelle scorse settimane, abbiamo riflettuto insieme, alla luce del Vangelo, su come guarire il mondo che soffre per un malessere che la pandemia ha evidenziato e accentuato. Il malessere c’era: la pandemia lo ha evidenziato di più, lo ha accentuato. Abbiamo percorso le vie della dignità, della solidarietà e della sussidiarietà, vie indispensabili per promuovere la dignità umana e il bene comune. E come discepoli di Gesù, ci siamo proposti di seguire i suoi passi optando per i poveri, ripensando l’uso dei beni e prendendoci cura della casa comune. Nel mezzo della pandemia che ci affligge, ci siamo ancorati ai principi della dottrina sociale della Chiesa, lasciandoci guidare dalla fede, dalla speranza e dalla carità. Qui abbiamo trovato un solido aiuto per essere operatori di trasformazione che sognano in grande, non si fermano alle meschinità che dividono e feriscono, ma incoraggiano a generare un mondo nuovo e migliore.

Vorrei che questo cammino non finisca con queste mie catechesi, ma che si possa continuare a camminare insieme, «tenendo fisso lo sguardo su Gesù» (Eb 12,2), come abbiamo sentito all’inizio; lo sguardo su Gesù che salva e guarisce il mondo. Come ci mostra il Vangelo, Gesù ha guarito i malati di ogni tipo (cfr Mt 9,35), ha dato la vista ai ciechi, la parola ai muti, l’udito ai sordi. E quando guariva le malattie e le infermità fisiche, guariva anche lo spirito perdonando i peccati, perché Gesù sempre perdona, così come i “dolori sociali” includendo gli emarginati (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1421). Gesù, che rinnova e riconcilia ogni creatura (cfr 2 Cor 5,17; Col 1,19-20), ci regala i doni necessari per amare e guarire come Lui sapeva fare (cfr Lc 10,1-9; Gv 15,9-17), per prendersi cura di tutti senza distinzioni di razza, lingua o nazione.

Affinché questo accada realmente, abbiamo bisogno di contemplare e apprezzare la bellezza di ogni essere umano e di ogni creatura. Siamo stati concepiti nel cuore di Dio (cfr Ef 1,3-5). «Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, ciascuno di noi è amato, ciascuno è necessario».[1] Inoltre, ogni creatura ha qualcosa da dirci del Dio creatore (cfr Enc. Laudato si’, 69. 239). Riconoscere tale verità e ringraziare per gli intimi legami della nostra comunione universale con tutte le persone e con tutte le creature, attiva «una cura generosa e piena di tenerezza» (ibid., 220). E ci aiuta anche a riconoscere Cristo presente nei nostri fratelli e sorelle poveri e sofferenti, a incontrarli e ascoltare il loro grido e il grido della terra che se ne fa eco (cfr ibid., 49).

Interiormente mobilitati da queste grida che reclamano da noi un’altra rotta (cfr ibid., 53), reclamano di cambiare, potremo contribuire al risanamento delle relazioni con i nostri doni e le nostre capacità (cfr ibid., 19). Potremo rigenerare la società e non ritornare alla cosiddetta “normalità”, che è una normalità ammalata, anzi ammalata prima della pandemia: la pandemia l’ha evidenziata! “Adesso torniamo alla normalità”: no, questo non va perché questa normalità era malata di ingiustizie, disuguaglianze e degrado ambientale. La normalità alla quale siamo chiamati è quella del Regno di Dio, dove «i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo» (Mt 11,5). E nessuno fa il finto tonto guardando da un’altra parte. Questo è quello che dobbiamo fare, per cambiare. Nella normalità del Regno di Dio il pane arriva a tutti e ne avanza, l’organizzazione sociale si basa sul contribuire, condividere e distribuire, non sul possedere, escludere e accumulare (cfr Mt 14,13-21). Il gesto che fa andare avanti una società, una famiglia, un quartiere, una città, tutti è quello di darsi, dare, che non è fare un’elemosina, ma è un darsi che viene dal cuore. Un gesto che allontana l’egoismo e l’ansia di possedere. Ma il modo cristiano di far questo non è un modo meccanico: è un modo umano. Noi non potremo mai uscire dalla crisi che si è evidenziata dalla pandemia, meccanicamente, con nuovi strumenti - che sono importantissimi, ci fanno andare avanti e dei quali non bisogna avere paura - ma sapendo che neppure i mezzi più sofisticati potranno fare tante cosa ma una cosa non la potranno fare: la tenerezza. E la tenerezza è il segnale proprio della presenza di Gesù. Quell’avvicinarsi al prossimo per camminare, per guarire, per aiutare, per sacrificarsi per l’altro.

Così è importante quella normalità del Regno di Dio: il pane arrivi a tutti, l’organizzazione sociale si basi sul contribuire, condividere e distribuire, con tenerezza, non sul possedere, escludere e accumulare. Perché alla fine della vita non porteremo niente nell’altra vita!

Un piccolo virus continua a causare ferite profonde e smaschera le nostre vulnerabilità fisiche, sociali e spirituali. Ha messo a nudo la grande disuguaglianza che regna del mondo: disuguaglianza di opportunità, di beni, di accesso alla sanità, alla tecnologia, all’educazione: milioni di bambini non possono andare a scuola, e così via la lista. Queste ingiustizie non sono naturali né inevitabili. Sono opera dell’uomo, provengono da un modello di crescita sganciato dai valori più profondi. Lo spreco del pasto avanzato: con quello spreco si può dare da mangiare a tutti. E ciò ha fatto perdere la speranza a molti ed ha aumentato l’incertezza e l’angoscia. Per questo, per uscire dalla pandemia, dobbiamo trovare la cura non solamente per il coronavirus – che è importante! – ma anche per i grandi virus umani e socioeconomici. Non bisogna nasconderli, facendo una pennellata di vernice perché non si vedano. E certo non possiamo aspettarci che il modello economico che è alla base di uno sviluppo iniquo e insostenibile risolva i nostri problemi. Non l’ha fatto e non lo farà, perché non può farlo, anche se certi falsi profeti continuano a promettere “l’effetto a cascata” che non arriva mai.[2] Avete sentito voi, il teorema del bicchiere: l’importante è che il bicchiere si riempia e così poi cade sui poveri e sugli altri, e ricevono ricchezze. Ma c’è un fenomeno: il bicchiere incomincia a riempirsi e quando è quasi pieno cresce, cresce e cresce e non avviene mai la cascata. Occorre stare attenti.

Dobbiamo metterci a lavorare con urgenza per generare buone politiche, disegnare sistemi di organizzazione sociale in cui si premi la partecipazione, la cura e la generosità, piuttosto che l’indifferenza, lo sfruttamento e gli interessi particolari. Dobbiamo andare avanti con tenerezza. Una società solidale ed equa è una società più sana. Una società partecipativa – dove gli “ultimi” sono tenuti in considerazione come i “primi” – rafforza la comunione. Una società dove si rispetta la diversità è molto più resistente a qualsiasi tipo di virus.

Mettiamo questo cammino di guarigione sotto la protezione della Vergine Maria, Madonna della Salute. Lei, che portò in grembo Gesù, ci aiuti ad essere fiduciosi. Animati dallo Spirito Santo, potremo lavorare insieme per il Regno di Dio che Cristo ha inaugurato in questo mondo, venendo tra noi. È un Regno di luce in mezzo all’oscurità, di giustizia in mezzo a tanti oltraggi, di gioia in mezzo a tanti dolori, di guarigione e di salvezza in mezzo alle malattie e alla morte, di tenerezza in mezzo all’odio. Dio ci conceda di “viralizzare” l’amore e globalizzare la speranza alla luce della fede.

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[1] Benedetto XVI, Omelia per l'inizio del ministero petrino (24 aprile 2005); cfr Enc. Laudato si’, 65.

[2]Trickle-down effect” in inglese, “derrame” in spagnolo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 54).

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, pour nous encourager à générer un monde nouveau et meilleur, nous devons fixer le regard sur Jésus. C’est lui qui rénove et réconcilie toute créature, et qui nous donne les moyens nécessaires pour aimer et guérir, comme lui-même savait le faire. Pour y parvenir, il nous faut contempler la beauté de tout être humain et de toute créature. Chacun a été pensé, voulu, aimé par Dieu, chacun est nécessaire. Cette profonde vérité nous porte à reconnaître la présence du Christ dans nos frères pauvres et souffrants, et à les rencontrer et à entendre leur détresse. Nous pourrons alors contribuer à organiser nos sociétés selon le Règne de Dieu, sur la base du partage, de la participation de chacun, et du don. Les grandes inégalités qui règnent dans le monde ne sont ni naturelles ni inévitables. Elles sont l’œuvre de l’homme. Il est urgent d’adopter de bonnes politiques, de concevoir des systèmes socio-économiques qui favorisent la participation, l’attention et la générosité plutôt que l’indifférence, l’exploitation et les intérêts particuliers. Une société solidaire ou chacun est pris en considération est une société plus résistante à tout genre de virus.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Fratelli e sorelle, sotto la protezione della Vergine Maria, mettiamoci al lavoro, ciascuno secondo i propri mezzi, per realizzare intorno a noi una società in cui gli ultimi sono considerati come i primi. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Frères et sœurs, sous la protection de la Vierge Marie, mettons-nous à l’œuvre, chacun selon nos moyens, pour réaliser autour de nous une société où les derniers sont pris en considération au même titre que les premiers. Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in the series of catecheses that concludes today, we have reflected on the effects of the current pandemic in the light of the Church’s social doctrine. Our world needs to be healed not only of the present virus, but also of the “social ills” of inequality, injustice and exclusion that afflict so many of our brothers and sisters in the human family. In the light of Christ’s teaching, we have seen the importance of solidarity, subsidiarity and respect for human dignity for the shaping of a society in accord with the values of God’s Kingdom, a society that gives priority to its poorest and most vulnerable members, and to the responsible stewardship of the goods of creation. Just as Jesus brought physical and spiritual healing to the sick, so we too are called to bring the Gospel’s healing power to the task of creating a more just, inclusive and participatory society at every level. In this way, by God’s grace, we will emerge from the present crisis with renewed hope for the building of a world ever more consistent with our human dignity and lofty vocation.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese; in particolare i nuovi seminaristi arriviati a Roma per iniziare il loro cammino di formazione e i diaconi del Pontificio Collegio del Nord. Il Signore sostenga i loro sforzi per essere fedeli servitori del Vangelo. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful, especially the new seminarians who have arrived in Rome to begin their years of formation and the deacons of the Pontifical North American College. May the Lord sustain their efforts to be faithful servants of the Gospel. Upon all of you and your families I invoke the joy and peace of Our Lord Jesus Christ. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, wenn Jesus die Menschen von ihren Krankheiten und körperliche Gebrechen heilte, machte er sie auch in ihrem Inneren gesund, indem er ihnen die Sünden vergab und ihre sozialen Nöte in den Blick nahm. Jesus, der alle Geschöpfe erneuert und versöhnt, gibt uns die Gaben, die wir brauchen, um zu lieben und zu heilen, wie er es tat (vgl. Lk 10,1-9; Joh 15,9-17). Wir alle können mit unseren Gaben und Fähigkeiten zur Heilung der Beziehungen beitragen. Wir wollen die Gesellschaft erneuern und nicht einfach zur so genannten „Normalität“ zurückkehren, denn diese Normalität war krank vor Ungerechtigkeit, Ungleichheit und Umweltzerstörung. Die Normalität, zu der wir berufen sind, ist die des Reiches Gottes, wo „die Blinden wieder sehen, die Lahmen wieder gehen, die Aussätzigen rein werden und den Armen das Evangelium verkündet wird“ (vgl. Mt 11,5). In der Normalität des Reiches Gottes reicht das Brot für alle, weil jeder das Seine beiträgt und alles gerecht geteilt wird (vgl. Mt 14,13-21). Wir brauchen dringend eine gute Politik und eine Sozialordnung, die Teilhabe, Fürsorge und Großzügigkeit statt Gleichgültigkeit, Ausbeutung und Eigeninteresse belohnen. Denn nur eine faire und gerechte Gesellschaft ist eine gesunde Gesellschaft.

Santo Padre:

Fra qualche giorno celebreremo la festa degli Angeli Custodi. Rivolgiamoci a loro frequentemente nella preghiera, affinché ci soccorrano in tutte le situazioni della nostra vita e ci aiutino a mantenere il nostro sguardo fisso su Gesù, la nostra unica salvezza.

Speaker:

In einigen Tagen begehen wir das Schutzengelfest. Wenden wir uns im Gebet oft an sie, auf dass sie uns in allen Lebenslagen beistehen und uns helfen, unseren Blick fest auf Jesus, unsere einzige Rettung, zu richten.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En las catequesis anteriores hemos reflexionado, a la luz del Evangelio, sobre cómo curar el mundo que sufre. Los caminos a seguir son la solidaridad y la subsidiariedad, indispensables para promover la dignidad humana y el bien común. Como discípulos de Jesús, seguimos su ejemplo optando por los pobres, haciendo un uso adecuado de los bienes y cuidando nuestra casa común.

Como vemos en el Evangelio, Jesús curó enfermos de todo tipo y, cuando curaba los males físicos, sanaba también el espíritu con el perdón de los pecados, así como los “dolores sociales”, incluyendo a los marginados. También a nosotros Jesús nos concede los dones necesarios para amar y curar como Él lo hizo, acogiendo a todos sin distinción de raza, lengua o nación.

En medio de la pandemia que nos aflige, comprobamos cómo un pequeño virus continúa causando heridas profundas y desenmascarando nuestra fragilidad física, social y espiritual. También pone en evidencia la desigualdad que reina en el mundo, que ha hecho crecer en muchas personas la incertidumbre, la angustia y la falta de esperanza. En este contexto, con la mirada fija en Jesús, estamos llamados a construir la normalidad del Reino de Dios: donde el pan llega a todos y sobra, y la organización social se basa en contribuir, compartir y distribuir.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. De modo particular, saludo al grupo de sacerdotes del Pontificio Colegio Mexicano, que siguen aquí en Roma su formación integral, para conformarse cada día más a Cristo Buen Pastor.

Hoy hacemos memoria de san Jerónimo, un estudioso apasionado de la Sagrada Escritura, que hizo de ella el motor y el alimento de su vida. Que su ejemplo nos ayude también a nosotros a leer y conocer la Palabra de Dios, «porque ignorar las Escrituras ― decía él― es ignorar a Cristo». Que el Señor los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Durante as últimas semanas, refletimos, à luz do Evangelho, sobre o modo de curar o mundo, percorrendo, ancorados nos princípios da doutrina social da Igreja e guiados pela fé, esperança e caridade, os caminhos da dignidade, da solidariedade, da subsidiariedade, necessários para promover a dignidade humana e o bem comum, optando pelos pobres, repensando o uso dos bens e assumindo o cuidado da nossa casa comum. Esses caminhos nos inspiram a preparar o futuro junto com Jesus, que salva e cura as pessoas e as relações humanas, renovando e reconciliando a todas as criaturas, sem fazer distinção de raça, língua ou nação. Jesus nos ensina que cada um de nós é querido e amado por Deus e que devemos saber reconhecê-Lo presente nos nossos irmãos, sobretudo nos pobres e sofredores. Desse modo poderemos regenerar a sociedade e não voltar à famigerada “normalidade”, uma vez que tal normalidade, como nos evidenciou a pandemia, estava doente de injustiças, desigualdades e degradação ambiental. A normalidade, à qual estamos, chamados é a do Reino de Deus, marcada pela partilha e a solidariedade. Esse é o caminho para construir uma sociedade participativa muito mais resistente a qualquer tipo de vírus. Neste processo de cura, contamos com a proteção da Virgem Maria, Nossa Senhora da Saúde, que há de nos ajudar a “viralizar” o amor e a globalizar a esperança à luz da fé.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. Oggi celebriamo la memoria di San Girolamo che ci ricorda che l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo. Cari amici, fate volentieri della Bibbia il cibo quotidiano del vostro dialogo con il Signore, così diventerete collaboratori sempre più disponibili al lavoro per il Regno che Cristo ha inaugurato in questo mondo. Dio benedica voi e quanti vi sono cari!

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação aos fiéis de língua portuguesa. Hoje celebramos a memória de São Jerônimo que nos lembra que a ignorância das Escrituras é ignorância de Cristo. Queridos amigos, de bom grado fazei da Bíblia o alimento diário do vosso diálogo com o Senhor, assim vos convertereis em colaboradores sempre mais disponíveis para trabalhar pelo Reino que Jesus inaugurou neste mundo. Que Deus vos abençoe a vós e a vossos entes queridos!

 

In lingua araba

Speaker:

تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في "تحضيرِ المستقبلِ معًا ليسوع الذي يخلّصُ ويشفي"، وذلك في إطارِ تعليمِهِ في موضوعِ "شفاءِ العالم". قالَ قداستُه: تأمّلنا في الأسابيعِ الماضية، في بعضِ مبادئِ تعليمِ الكنيسةِ الاجتماعي وفضيلةِ الإيمانِ والرجاءِ والمحبة، من أجلِ الخروجِ من الجائحةِ وإنشاءِ عالمٍ جديدٍ أفضل. وقالَ قداستُه: أرجو ألا تنتهي هذه المسيرةُ مع هذه التعاليم، بل تستمرَ ونواصلَ السيرَ معًا مُحَدِّقينَ إِلى يسوعَ الذي يريدُ أن يخلّصَ العالمَ ويشفيه والذي يمنحُنا النِعمَ حتى نشفيَ العالمَ ونعتنيَ بالجميع. لذلك من الضّروري أيضًا أن نتأمّلَ في جمالِ وقيمةِ كلِّ إنسانٍ وكلِّ مخلوق، لأنّه ثمرةُ فكرِ الله. ومن الضّروري أن نكونَ قريبينَ من إخوتِنا الفقراءِ والمتألمين. هكذا سنكونُ قادرينَ أن نساهمَ في شفاءِ المجتمعِ وتجديدِه من الظلمِ وعدمِ المساواةِ والتدهورِ البيئي فيه. نحن مدعوونَ أن نحققَ ملكوتَ اللهِ على الأرض، أي بناءِ مجتمعٍ ونظامٍ اجتماعيٍ يقومُ على المساهمةِ والمشاركةِ والتوزيعِ العادل، وإلى إيجادِ علاجٍ ليس فقط لفيروسِ الكورونا، بل وأيضًا للفيروساتِ البشريةِ والاجتماعيةِ والاقتصاديةِ الكبيرة، فنبتعدَ عن اللامبالاةِ والاستغلالِ والمصالحِ الخاصة، ونُشجعَ المشاركةَ والعنايةَ والكرم، واحترامَ الجميعِ في مجتمعٍ متنوع.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Guardiamo a Cristo con coraggio, contemplando la sua vita e lavorando insieme per il suo Regno, che Egli ha inaugurato in questo mondo venendo tra noi. Un Regno di luce in mezzo all’oscurità, di giustizia in mezzo a tanti oltraggi, di gioia in mezzo a tanti dolori, di guarigione e salvezza in mezzo alle malattie e alla morte. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏! ‎‎‎‏

Speaker:

أحيّي المؤمنين الناطقينَ باللغةِ العربية. لِنَنْظُرْ إلى المسيح بشجاعة، ولِنَتأَمَلْ حياتَه ولِنَعْمَلْ معًا من أجلِ ملكوتِه الذي بدأه في هذا العالم عندما عاشَ بيننا. إنّه ملكوتُ النورِ في وسطِ الظلام، وملكوتُ العدالةِ في وسطِ العديدِ من الإساءات، وملكوتُ الفرحِ في وسطِ الكثيرِ من الآلام، وملكوتُ الشفاءِ والخلاصِ في وسطِ الأمراضِ والموت. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ويحرسْكُم دائمًا من كلِّ شر!

 

In lingua polacca

Speaker:

W minionych tygodniach wspólnie zastanawialiśmy się, w świetle Ewangelii, jak uzdrowić świat cierpiący na chorobę, którą uwydatniła i podkreśliła pandemia. Przemierzyliśmy drogi godności, solidarności i pomocniczości, które są niezbędnymi sposobami promowania ludzkiej godności i dobra wspólnego. Jako uczniowie Jezusa postanowiliśmy iść Jego śladami, podejmując opcję na rzecz ubogich, troskę o wspólny dom i rewidując sposób korzystania z dóbr. Pośród trapiącej nas pandemii zgłębialiśmy zasady nauki społecznej Kościoła, pozwalając kierować się wiarą, nadzieją i miłością. Pragniemy nadal iść razem, „patrząc na Jezusa” (Hbr 12,2), który zbawia i uzdrawia świat. Jezus, który odnawia i dokonuje pojednania wszelkiego stworzenia (por. 2 Kor 5, 17; Kol 1, 19-20), daje nam dary potrzebne do tego, by kochać i uzdrawiać tak, jak On potrafił to czynić (por. Łk 10, 1-9; J 15, 9-17), by otoczyć troską wszystkich, niezależnie od rasy, języka czy narodu. Możemy odrodzić społeczeństwo i nie powracać do tak zwanej „normalności” – tej normalności, która była chora na niesprawiedliwość, nierówności i degradację środowiska. Normalnością, do której jesteśmy powołani, jest królestwo Boże, gdzie „niewidomi wzrok odzyskują, chromi chodzą, trędowaci doznają oczyszczenia, głusi słyszą, umarli zmartwychwstają, ubogim głosi się Ewangelię” (Mt 11, 5). Dlatego, aby wyjść z pandemii, musimy znaleźć lekarstwo nie tylko na koronawirusa, ale także na wielkie wirusy ludzkie i społeczno-ekonomiczne. Zawierzmy ten proces uzdrowienia opiece Dziewicy Maryi. Niech Ta, która nosiła w swoim łonie Jezusa, pomaga nam być ufnymi. Ożywieni Duchem Świętym, będziemy mogli pracować razem dla królestwa, które Chrystus rozpoczął na tym świecie: królestwa światłości pośród ciemności, sprawiedliwości pośród tak wielu zniewag, radości pośród tak wielu cierpień, uzdrowienia i zbawienia pośród chorób i śmierci.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi. Cari fratelli e sorelle, stiamo per entrare nel mese di ottobre, tradizionalmente dedicato alla Madonna del Rosario. Siate fedeli alla vostra consuetudine di pregare il rosario nelle vostre comunità e, soprattutto, nelle famiglie. Meditando ogni giorno i misteri della vita di Maria alla luce dell’opera salvifica del suo Figlio, fateLa partecipe delle vostre gioie, delle vostre preoccupazioni e dei momenti di felicità. Per le sue mani Dio vi benedica!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam Polaków. Drodzy bracia i siostry, wchodzimy w miesiąc październik, tradycyjnie poświęcony Matce Bożej Różańcowej. Bądźcie wierni waszemu zwyczajowi modlitwy różańcowej w waszych wspólnotach, a szczególnie w rodzinach. Rozważając każdego dnia w tajemnice życia Maryi w świetle zbawczego dzieła Jej Syna, pozwólcie Jej uczestniczyć w waszych radościach, w waszych troskach i w chwilach szczęścia. Niech przez Jej ręce Bóg wam błogosławi!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Il Signore vi ottenga il bene che desidera il vostro cuore per voi stessi e per quanti vi sono vicini nel cammino della vita.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Ciascuno, nella situazione in cui si trova, sappia essere generoso sia nell’impegno per un futuro migliore, sia nell’accettazione della prova e della sofferenza, sia nel mutuo amore per l’edificazione di una famiglia concorde e vera.

 

Appello del Santo Padre

Oggi ho firmato la Lettera apostolica «Sacrae Scripturae affectus», nel 16° centenario della morte di San Girolamo.

L’esempio di questo grande dottore e padre della Chiesa, che ha messo la Bibbia al centro della sua vita, susciti in tutti un rinnovato amore alla Sacra Scrittura e il desiderio di vivere in dialogo personale con la Parola di Dio.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 30 settembre 2020


Sant'Andrea, apostolo, festa

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