Udienza generale 24 aprile 2019

papa post udienzaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.10 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sul Padre Nostro, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Come noi li rimettiamo ai nostri debitori” (Brano biblico: Dal Vangelo secondo Matteo, 18, 21-22).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi completiamo la catechesi sulla quinta domanda del “Padre nostro”, soffermandoci sull’espressione «come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Abbiamo visto che è proprio dell’uomo essere debitore davanti a Dio: da Lui abbiamo ricevuto tutto, in termini di natura e di grazia. La nostra vita non solo è stata voluta, ma è stata amata da Dio. Davvero non c’è spazio per la presunzione quando congiungiamo le mani per pregare. Non esistono nella Chiesa “self made man”, uomini che si sono fatti da soli. Siamo tutti debitori verso Dio e verso tante persone che ci hanno regalato condizioni di vita favorevoli. La nostra identità si costruisce a partire dal bene ricevuto. Il primo è la vita.

Chi prega impara a dire “grazie”. E noi ci dimentichiamo tante volte di dire “grazie”, Siamo egoisti. Chi prega impara a dire “grazie” e chiede a Dio di essere benevolo con lui o con lei. Per quanto ci sforziamo, rimane sempre un debito incolmabile davanti a Dio, che mai potremo restituire: Egli ci ama infinitamente più di quanto noi lo amiamo. E poi, per quanto ci impegniamo a vivere secondo gli insegnamenti cristiani, nella nostra vita ci sarà sempre qualcosa di cui chiedere perdono: pensiamo ai giorni trascorsi pigramente, ai momenti in cui il rancore ha occupato il nostro cuore e così via. Sono queste esperienze, purtroppo non rare, che ci fanno implorare: “Signore, Padre, rimetti a noi i nostri debiti”. Chiediamo così perdono a Dio.

A pensarci bene, l’invocazione poteva anche limitarsi a questa prima parte; sarebbe stata bella. Invece Gesù la salda con una seconda espressione che fa tutt’uno con la prima. La relazione di benevolenza verticale da parte di Dio si rifrange ed è chiamata a tradursi in una relazione nuova che viviamo con i nostri fratelli: una relazione orizzontale. Il Dio buono ci invita ad essere tutti quanti buoni. Le due parti dell’invocazione si legano insieme con una congiunzione impietosa: chiediamo al Signore di rimettere i nostri debiti, i nostri peccati, come noi perdoniamo i nostri amici, la gente che vive con noi, i nostri vicini, la gente che ci ha fatto qualcosa di non bello.

Ogni cristiano sa che esiste per lui il perdono dei peccati, questo lo sappiamo tutti: Dio perdona tutto e perdona sempre. Quando Gesù racconta ai suoi discepoli il volto di Dio, lo tratteggia con espressioni di tenera misericordia. Dice che c’è più gioia nei cieli per un peccatore che si pente, piuttosto che per una folla di giusti che non hanno bisogno di conversione (cfr Lc 15,7.10). Nulla nei Vangeli lascia sospettare che Dio non perdoni i peccati di chi è ben disposto e chiede di essere riabbracciato.

Ma la grazia di Dio, così abbondante, è sempre impegnativa. Chi ha ricevuto tanto deve imparare a dare tanto e non trattenere solo per sé quello che ha ricevuto. Chi ha ricevuto tanto deve imparare a dare tanto. Non è un caso che il Vangelo di Matteo, subito dopo aver regalato il testo del “Padre nostro”, tra le sette espressioni usate si soffermi a sottolineare proprio quella del perdono fraterno: «Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi;ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe» (Mt 6,14-15). Ma questo è forte! Io penso: alcune volte ho sentito gente che ha detto: “Io non perdonerò mai quella persona! Quello che mi hanno fatto non lo perdonerò mai!”. Ma se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Tu chiudi la porta. Pensiamo, noi, se siamo capaci di perdonare o se non perdoniamo. Un prete, quando ero nell’altra diocesi, mi ha raccontato angosciato che era andato a dare gli ultimi sacramenti ad un’anziana che era in punto di morte. La povera signora non poteva parlare. E il sacerdote le dice: “Signora, lei si pente dei peccati?”. La signora ha detto di sì; non poteva confessarli ma ha detto di sì. È sufficiente. E poi ancora: “Lei perdona gli altri?”. E la signora, in punto di morte ha detto: “No”. Il prete è rimasto angosciato. Se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. Pensiamo, noi che stiamo qui, se noi perdoniamo o se siamo capaci di perdonare. “Padre, io non ce la faccio, perché quella gente me ne ha fatte tante”. Ma se tu non ce la fai, chiedi al Signore che ti dia la forza per farcela: Signore, aiutami a perdonare. Ritroviamo qui la saldatura tra l’amore per Dio e quello per il prossimo. Amore chiama amore, perdono chiama perdono. Ancora in Matteo troviamo una parabola intensissima dedicata al perdono fraterno (cfr 18,21-35). Ascoltiamola.

C’era un servo che aveva contratto un debito enorme con il suo re: diecimila talenti! Una somma impossibile da restituire; non so quanto sarebbe oggi, ma centinaia di milioni. Però succede il miracolo, e quel servo riceve non una dilazione di pagamento, ma il condono pieno. Una grazia insperata! Ma ecco che proprio quel servo, subito dopo, si accanisce contro un suo fratello che gli deve cento denari – piccola cosa -, e, pur essendo questa una cifra accessibile, non accetta scuse né suppliche. Perciò, alla fine, il padrone lo richiama e lo fa condannare. Perché se non ti sforzi di perdonare, non verrai perdonato; se non ti sforzi di amare, nemmeno verrai amato.

Gesù inserisce nei rapporti umani la forza del perdono. Nella vita non tutto si risolve con la giustizia. No. Soprattutto laddove si deve mettere un argine al male, qualcuno deve amare oltre il dovuto, per ricominciare una storia di grazia. Il male conosce le sue vendette, e se non lo si interrompe rischia di dilagare soffocando il mondo intero.

Alla legge del taglione – quello che tu hai fatto a me, io lo restituisco a te, Gesù sostituisce la legge dell’amore: quello che Dio ha fatto a me, io lo restituisco a te! Pensiamo oggi, in questa settimana di Pasqua tanto bella, se io sono capace di perdonare. E se non mi sento capace, devo chiedere al Signore che mi dia la grazia di perdonare, perché è una grazia il saper perdonare.

Dio dona ad ogni cristiano la grazia di scrivere una storia di bene nella vita dei suoi fratelli, specialmente di quelli che hanno compiuto qualcosa di spiacevole e di sbagliato. Con una parola, un abbraccio, un sorriso, possiamo trasmettere agli altri ciò che abbiamo ricevuto di più prezioso. Qual è la cosa preziosa che noi abbiamo ricevuto? Il perdono, che dobbiamo essere capaci di dare anche agli altri.

[00678-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs, aujourd’hui, nous complétons la catéchèse sur la cinquième demande du Notre Père. Il y a toujours une dette impossible à restituer à Dieu : il nous aime infiniment plus que nous l’aimons. Et même si nous nous engageons à vivre selon les enseignements chrétiens, il y aura toujours dans notre vie quelque chose dont il faudra demander pardon. C’est pour cela que nous implorons : «remets-nous nos dettes». Mais Jésus joint à cette imploration une seconde expression qui ne fait qu’un avec la première :«comme nous-mêmes nous remettons leurs dettes à nos débiteurs» (Mt 6, 12). La relation de bienveillance de Dieu est appelée à se traduire dans une relation nouvelle que nous vivons avec nos frères. Le Dieu bon nous invite à être bons, comme lui. Dans les Evangiles, rien ne laisse penser que Dieu ne pardonne pas les péchés de celui qui est bien disposé et demande d’être embrassé de nouveau. Mais la grâce de Dieu est toujours exigeante. Celui qui l’a reçue doit apprendre à en faire autant. L’amour appelle l’amour, le pardon appelle le pardon. Jésus insère dans les relations humaines la force du pardon. Dans la vie, tout ne se résout pas avec la justice. Surtout là où on doit mettre une limite au mal, il faut aimer au-delà de ce qui est dû, pour recommencer une histoire de grâce. A la loi du talion, Jésus substitue la loi de l’amour. Par une parole, une embrassade, un sourire, nous pouvons transmettre aux autres ce que nous avons reçu de plus précieux: le pardon.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini dalla Francia e dalla Svizzera, in particolare i giovani della Guiana francese e le Guide del Libano! In questo tempo in cui celebriamo la Risurrezione del Signore, non abbiate paura di manifestare che Gesù è vivo, che è la vostra vita! Buona Pasqua a tutti e che Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins venant de France et de Suisse, en particulier les jeunes de Guyane française, et les Guides du Liban ! En ce temps où nous célébrons la Résurrection du Seigneur, n’ayez pas peur de manifester que Jésus est vivant, qu’il est votre vie! Bonnes fêtes pascales à tous et que Dieu vous bénisse.

[00679-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the “Our Father”, we now consider the expression: “as we forgive those who trespass against us”. Since everything we have, including our very existence, comes as a gift from God, we are always in his debt, for our life was not simply willed, it was also loved into being. We can be confident, then, that the Lord will always forgive our trespasses when we ask him with contrite hearts. Yet this grace also calls us to forgive others, just as God has forgiven us. We see this in the parable of the unmerciful servant, who though having his own enormous debt written off, in turn refuses to cancel a much smaller debt owed to him. The message is clear: if you refuse to forgive, then you will not be forgiven. God, however, grants every Christian the grace to be able to transmit to others the precious gift of forgiveness, which we can do with a word, an embrace, or a smile.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Regno Unito, Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia, Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore e Stati Uniti d’America. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from the United Kingdom, Ireland, Finland, the Netherlands, Sweden, Australia, New Zealand, Hong Kong, Indonesia, Malaysia, the Philippines, Singapore and the United States of America. In the joy of the Risen Christ, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you all!

[00680-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir uns dem zweiten Teil der fünften Vaterunserbitte zuwenden: »wie auch wir vergeben unsern Schuldigern«. Im ersten Teil haben wir gesehen, dass wir alles Gott verdanken und immer seine Schuldner sind. Wer betet, lernt Danke zu sagen. Die Beziehung Gottes zu uns muss aber zu einer neuen Beziehung werden, die wir mit unseren Brüdern und Schwestern leben. So verbindet Jesus beide Teile der Bitte mit einem schonungslosen „wie“. Die Gnade Gottes ist uns reich geschenkt und zugleich verpflichtet sie uns: Wer viel empfängt, muss lernen, viel zu geben. So ist diese Bitte des Vaterunsers eine enge Verbindung von Gottes- und Nächstenliebe. Liebe ruft nach Liebe, Vergebung ruft nach Vergebung. Dies sehen wir deutlich, wenn Matthäus direkt im Anschluss an das Vaterunser von der brüderlichen Vergebung spricht und dies später in einem Gleichnis weiter ausführt. Jesus hebt in den menschlichen Beziehungen die Kraft der Vergebung hervor. Im Leben lässt sich nicht alles mit Gerechtigkeit lösen. Wo das Böse eingedämmt werden muss, ist einer gefordert, über Gebühr zu lieben, um eine Geschichte der Gnade neu zu beginnen. An die Stelle des Gesetzes der Vergeltung – „Wie du mir, so ich dir“ – setzt Jesus das Gesetz der Liebe: Was Gott mir getan hat, das erwidere ich dir. Wir müssen seine Vergebung weiterschenken.

Santo Padre:

Un cordiale benvenuto ai fratelli e alle sorelle di lingua tedesca. Sono lieto di salutare i numerosi giovani, specialmente i cresimandi e i ministranti. Cristo vive! Con la sua risurrezione, il Signore ha vinto il peccato e la morte. Il Risorto rinnovi la nostra vita e ci renda capaci di donare la forza dell’amore e del perdono ai nostri vicini. Buona Pasqua!

Speaker:

Herzlich heiße ich die Brüder und Schwestern deutscher Sprache willkommen. Ich freue mich, die vielen jungen Menschen zu begrüßen, besonders die Firmlinge und Ministranten. Christus lebt! Mit seiner Auferstehung hat der Herr die Sünde und den Tod überwunden. Der Auferstandene erneuere unser Leben und mache uns fähig, die Kraft der Liebe und Vergebung unseren Nächsten zu schenken. Gesegnete Ostern!

[00681-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Seguimos con nuestra catequesis sobre la quinta petición del Padrenuestro que dice: «como nosotros perdonamos a los que nos ofenden». Dios ama infinitamente a cada uno de nosotros. Dependemos totalmente de Él, de quien recibimos todo: la vida, el cuerpo y la gracia. Y porque sabemos que nos ama, tenemos también la seguridad de que nos perdona, pues somos pecadores y con necesidad de pedir perdón siempre.

De este perdón de Dios nace, necesariamente, el perdón que debemos a nuestro prójimo: Y Dios que es bueno, nos invita a ser buenos con los demás. Si «amor con amor se paga», también el perdón que recibimos del Señor nos compromete a perdonar a los demás, porque si no nos esforzamos en perdonar, no seremos perdonados; y si no nos esforzamos en amar, tampoco seremos amados.

En la vida no todo se resuelve con la justicia, es necesario el amor, por eso Jesús introduce en las relaciones humanas la fuerza del perdón, para que podamos amar «más allá de lo necesario» y no permitir a la venganza del mal propagarse hasta asfixiar al mundo entero. Jesús sustituye «la ley del talión» con la ley del amor: Lo que Dios ha hecho por nosotros, nosotros lo hacemos por nuestro prójimo.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y Latinoamérica, en modo particular saludo a los alumnos del Seminario Menor de Tui-Vigo, en su 60 aniversario de fundación, acompañados por su Obispo, Mons. Luis Quinteiro Fiuza. Pidamos al Señor que nos dé la gracia de saber escribir una historia de bien en la vida de nuestros hermanos y de transmitirles con gestos de ternura la experiencia del perdón gratuito que Él nos ha dado. ¡Feliz Pascua de Resurrección! Que Dios los bendiga.

[00682-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

A quinta petição do Pai-Nosso - “perdoai-nos as nossas ofensas” – completa-se com a frase: “assim como nós perdoamos a quem nos tem ofendido”. Sabemos que somos devedores de Deus: d’Ele recebemos tudo, a existência, a graça, o perdão. De fato, por mais que nos esforcemos, sempre haverá algo de que pedimos perdão. Jesus, porém, nos ensina que a graça concedida do perdão supõe também um compromisso da nossa parte: perdoar aos demais. A parábola do servo que devia uma fortuna incalculável e, que apesar de ver a sua dívida anulada pelo seu senhor, é incapaz de perdoar um irmão que lhe devia uma pequena soma de dinheiro, nos mostra que, para experimentar o perdão divino, é preciso saber perdoar. A lei de talião – eu devolvo aquilo que você fez comigo - é substituída pela lei do amor: aquilo que Deus fez por mim eu faço com você, ou seja, transmito aquilo que recebi de mais precioso: o perdão.

Santo Padre:

Saluto di cuore tutti i pellegrini di lingua portoghese, in particolare i fedeli di Ramalhão, Alvorminha, Vidais e Salvador da Bahia. La Vergine Maria, che è rimasta presso la croce di Gesù, amando fino alla fine, per essere poi colmata di gioia infinita con la risurrezione del suo Figlio, ci insegni che l’amore fa la Pasqua: chi ama passa dalla morte alla vita. A voi tutti e ai vostri cari auguro una santa Pasqua!

Speaker:

De coração saúdo todos os peregrinos de língua portuguesa, com menção particular dos fiéis de Ramalhão, Alvorminha, Vidais e Salvador da Bahia. A Virgem Maria, que permaneceu ao pé da cruz de Jesus, amando até ao fim, para depois ser inundada de alegria infinita com a ressurreição do seu Filho, nos ensina que o amor faz a Páscoa: quem ama passa da morte à vida. A todos vós e aos vossos entes queridos, desejo uma santa Páscoa!

[00683-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

استمر البابا اليوم في تعاليمه حول "صلاة الآبانا"، متوقفا عند تعبير "كما نغفر نحن للمذنبين إلينا"، وموضحا أن المغفرة التي نطلبه من الله مرتبطة بالغفران الذي نقدمه للآخرين. فنعمة غفران الله الوفيرة والمجانية هي دائما متصلة بسعينا الجدي لتقديم المغفرة لمن أسأ إلينا. لذا أكد البابا أن يسوع قد أدخل في العلاقات الإنسانية قوة المغفرة القادرة على كسر دائرة الشر والانتقام، فبدلا من شريعة العين بالعين: ما فعلته بي، أعيده إليك، وضع يسوع شريعة المحبة: ما فعله الله بي، أعيده إليك! فعبر كلمة، وعناق، وابتسامة، يمكننا أن ننقل للآخرين أثمن ما تلقيناه من الله: أي الغفران.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dall’Egitto e dal Medio Oriente. “Perdonaci… come noi perdoniamo” è il punto culminante della Preghiera del Signore, e, come ci insegna San Giovanni Crisostomo, “Da noi dipende il giudizio su di noi stessi”, cioè noi avremo in contraccambio quello che noi stessi abbiamo offerto agli altri. Il Signore vi benedica e vi protegga ‎sempre dal‎ maligno‎‎‎‏!

Speaker:

أرحب بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من مصر، ومن الشرق الأوسط. إن "أغفر لنا ... كما نغفر نحن" هو ذروة الصلاة الربية، كما يعلمنا القديس يوحنا ذهبي الفم، أن: "دينونتنا تعتمد علينا"، أي أننا سنحصل في المقابل على ما قدمناه نحن للآخرين. ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم دائما من الشرير!

[00684-AR.02] [Testo originale: Arabo]

In lingua italiana

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana.

In particolare, accolgo con gioia i preadolescenti di Milano, accompagnati dal loro Arcivescovo, Monsignor Mario Delpini, e dai loro sacerdoti ed educatori. Cari ragazzi, vi incoraggio, a crescere nella fede e nella carità, impegnandovi a portare frutti buoni. Il Vangelo sia la vostra regola di vita, come lo fu per i vostri santi: Ambrogio e Carlo, i quali con l’amore cambiarono il loro mondo.

Un pensiero speciale rivolgo ai cresimati della Diocesi di Treviso, qui convenuti con il loro Pastore, Monsignor Gianfranco Gardin; con la forza dello Spirito Santo, siate generosi testimoni di Cristo.

Saluto i fedeli degli oratori e delle parrocchie, specialmente quelli di Lecce, di Cava dei Tirreni e di Magione; i nuovi Diaconi della Compagnia di Gesù, con i loro familiari; le Religiose e i Religiosi; gli Istituti scolastici e le associazioni, in particolare la Fondazione Città della Speranza, di Monte di Malo.

Un pensiero rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Per tutti invoco la gioia e la speranza che derivano dalla Pasqua di Cristo. Possiate fare esperienza di Gesù vivo, per accogliere il dono della sua pace e diventare suoi testimoni nel mondo.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 24 aprile 2019


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