MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI AI VESCOVI ITALIANI 55ma Assemblea Generale

Impegno unitario per il vero bene delle persone e della società


"Desidero dirvi che apprezzo grandemente il puntuale discernimento e l'impegno unitario con cui aiutate le vostre comunità e l'intera nazione italiana ad agire per il vero bene delle persone e della società". È quanto ha sottolineato Benedetto XVI nel Messaggio fatto pervenire ai Vescovi italiani riuniti ad Assisi per la 55ª Assemblea Generale dal 14 al 18 novembre. Questi i punti nodali del Messaggio:
"Essendo quello dei sacerdoti un compito centrale e insostituibile, ogni cura deve essere posta per la loro formazione, a partire dalla qualità dei formatori. Tutti i fedeli, pregando il Padrone della messe, possono contribuire al fiorire delle vocazioni e alla formazione dei presbiteri, perché ciò che forgia un sacerdote è in primo luogo la sua preghiera e la preghiera che tutta la comunità innalza al Signore per lui e per il suo ministero";
"La malattia pone certamente gravi e complessi problemi all'organizzazione sociale e rappresenta uno dei principali capitoli del servizio che va garantito ai cittadini ma costituisce anzitutto una dimensione fondamentale dell'esperienza umana, che interpella la missione della Chiesa e la coscienza dei credenti. Non per caso infatti il Signore ha voluto accompagnare l'annuncio della salvezza con molte guarigioni di persone sofferenti".
"Nel corso dei lavori della vostra Assemblea farete speciale memoria del quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Mi unisco di tutto cuore a voi in questa commemorazione, in attesa della celebrazione, che farò io stesso il prossimo 8 dicembre, del dono straordinario che la Chiesa e l'umanità hanno ricevuto attraverso il Concilio. Desidero dirvi inoltre che apprezzo grandemente il puntuale discernimento e l'impegno unitario con cui aiutate le vostre comunità e l'intera Nazione italiana ad agire per il vero bene delle persone e della società. Vi incoraggio a proseguire su questa strada con serenità e coraggio, per offrire a tutti la luce del Vangelo e la parola di Colui che è via, verità e vita per noi e per il mondo";
"Affido tutti voi all'amorevole protezione di Santa Maria degli Angeli e invoco i Santi Francesco e Chiara d'Assisi, tanto cari agli italiani, perché vi guidino nella riflessione e vi aiutino a promuovere la fede e la santità di vita del popolo cristiano".

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(©L'Osservatore Romano - 18 Novembre 2005)